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COLLEZIONE DI SABBIA 2.0

Installazione Collettiva d’arte contemporanea

 

Localizzazione:

Grotte di Santo Spirito, Castell’Arquato (PC)

Data: 2013

Installazione e Curatela:  Chiara Locardi

Luci: Lampinlab (Filippo Losi)

Patrocinio: Comune di Castell’Arquato

Artisti:

Mabel Serena (pittura),

Davide Lorenzoni (fotografia),

Je Dacortona (scultura-pittura)

 

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COLLEZIONE DI SABBIA 2.0

Collective contemporary art exhibition

 

Place: Grotte di Santo Spirito, Castell’Arquato (PC)

Date: 2013

Installation and Curated by:  Chiara Locardi

Lighting: Lampinlab (Filippo Losi)

Patronage: Comune di Castell’Arquato

Artists:

Mabel Serena (painting),

Davide Lorenzoni (photography),

Je Dacortona (sculpture-painting)

 

 

 

Info

 

 

Nella suggestiva cornice del borgo medievale di Castell’Arquato (PC) hanno sede le Grotte di Santo Spirito, riscoperti locali del Museo Geologico, che si prestano oggi, grazie al patrocinio del Comune, ad ospitare una collezione permanente di arte contemporanea. L’esposizione è concepita come una raccolta eterogenea dei lavori di tre artisti, che, pur procedendo da mondi diversi, viaggiano con la medesima direzione critica verso una realtà in dissolvenza. Un quotidiano liquido e sfuggevole, intrappolato dentro il perimetro dell’opera, si fa materia compatta e chiaroscuri scultorei. Il dinamismo del mondo globale che ci circonda, ci aggredisce, ci annulla, viene catturato nell’istante in cui accade, cristallizzato e infine frantumato in minuscoli pulviscoli di sabbia. La realtà è adesso libera di ricomporsi sotto i nostri occhi, ora in materia ora in ombra ora in colore. Come ogni collezione anche questa è un diario, di sentimenti, di stati d’animo, di umori silicei che impressionano pellicole e modellano volumi. Lo spirito con il quale è stata assemblata è ironico ed esplorativo, come era il grande uomo che ne ha ispirato la titolazione, a cui dedichiamo un pensiero leggero.

 

"C'è una persona che fa collezione di sabbia. Viaggia per il mondo, e quando arriva a una spiaggia marina, alle rive d'un fiume o d'un lago, a un deserto, a una landa, raccoglie una manciata d'arena e se la porta con sé. Al ritorno, l'attendono allineati in lunghi scaffali centinaia di flaconi di vetro […]. Eppure chi ha avuto la costanza di portare avanti per anni questa raccolta […] sapeva dove voleva arrivare: forse proprio ad allontanare da sé il frastuono delle sensazioni deformanti e aggressive, il vento confuso del vissuto, ed avere finalmente per sé la sostanza sabbiosa di tutte le cose, toccare la struttura silicea dell’esistenza.”

 

Italo Calvino, Collezione di sabbia, 1984.

 

 

 

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